“Jurassic Park” di Micheal Crichton. Quando il progresso ti trascina nel passato.

Un ambizioso e molto ricco uomo d’affari decide di creare il piú strabiliante parco del mondo, il solo in grado di regalare un reale tuffo nel passato. Destinazione: il giurassico, l’era dei dinosauri. Un parco divertimenti unico, prodotto dalle piú raffinate tecniche scientifiche. Le sue attrazioni vanno oltre l’aspetto realistico, sono vive. È l’unico parco in grado di divorarti, letteralmente.
Come tutti i parchi tematici, qualche “piccolo” imprevisto ne rallenta il completamento e i finanziatori rischiano di perdere fiducia nel progetto; per evitare che ció avvenga, il miliardario John Hammond decide di organizzare una visita guidata per un team di esperti, chiamati a giudicare la meraviglia del posto. E per sottolineare la sua piú totale fiducia verso l’organizzazione del parco, coinvolge anche i suoi due nipotini. 

I visitatori sono completamente rapiti dalle creature che hanno di fronte, tutto funziona per il meglio fino a che non salta la corrente; l’unica cosa in grado di tenere gli animali preistorici nei loro recinti. Questo trasforma quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo week-end in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
“Jurassic Park” è un libro davvero coinvolgente, che ti cattura sin dalla prima pagina. L’avventura fuori dal comune di cui siamo spettatori, è anche una forte critica all’uso che potrebbe essere fatto del progresso scientifico se si ha come unico scopo quello di fare soldi. Infatti, John Hammond vuole creare qualcosa di grandioso , tale da lasciare tutti a bocca aperta e da renderlo ancora piú ricco, con l’ingenua convinzione di riuscire a controllare facilmente i dinosauri, solo perchè ha deciso di crearli. Si trasforma, cosí, in una sorta di Frankenstein moderno nel momento stesso in cui decide di riportare in vita animali estinti, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.

Molto importante è il ruolo di Ian Malcom, eccentrico matematico, che rappresenta la coscienza che, chiaramente, Hammond ha deciso di non ascoltare. È quella voce, spesso scomoda, che ricorda quanto sia pericoloso giocare con strumenti che non si conoscono e quanto alta sia la posta in gioco quando si decide di smuovere forze piú grandi di noi. 

La contrapposizione tra Malcom e Hammond fa, quindi, da sfondo alle vicende che coinvolgono il professor Grant, la dottoressa Sattler, Lex e Timmy in un viaggio unico all’interno del parco divertimenti piú famelico del mondo.

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