“Il fantasma dell’Opera” di Leroux. Anche un mostro cerca l’amore.

L’Opera di Parigi vede l’improvvisa ascesa di Christine Daae, una giovane cantante fino a quel momento rimasta nell’anonimato. Il giovane conte Raoul de Chagny riconosce in lei l’amica di infanzia e inizia subito a farle la corte. Ma la ragazza è sfuggente, sembra ricambiare l’interesse del ragazzo, eppure si muove come se seguisse le indicazioni di qualcuno, qualcuno senza volto che tiene sotto scacco l’intero teatro: il Fantasma dell’Opera, un uomo molto pericoloso che è a conoscenza di qualsiasi cosa accada nell’edificio.

Immagine tratta dal web

Le gesta di questo singolare personaggio sono note a tutti, grazie soprattutto al musical di Andrew Lloyd Webber, dalla colonna sonora travolgente, e al suo arrangiamento cinematografico con Gerard Butler. È stato proprio dopo aver visto il film che ho deciso di leggere il libro. E ammetto di essere rimasta delusa. Certo, il libro, come sempre, dà una spiegazione esaustiva della vicenda, in modo particolare del trascorso di Erik, il Fantasma, in modo da riuscire a comprendere il perchè del suo comportamento, della solitudine in cui si è rinchiuso. È stato come l’autore ha condotto la narrazione, che non mi ha convinto. Leroux studió legge e sfruttò le sue conoscenze lavorando come cronista giudiziario. Per questo, ha scelto di muoversi in un territorio noto, facendo una semplice analisi dei fatti. Personalmente ho trovato questo stile molto distaccato, non mi ha permesso di entrare in sintonia con i personaggi, ma mi ha solo reso una fredda spettatrice della storia. Storia che, per quanto avvincente, non è riuscita a catturarmi. Per lo meno non quanto il film che, invece, mi ha lasciata davvero sopraffatta.

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